Madame Aissata, la signora dei matrimoni.

Madame Aissata è…

Una Sherazade africana che ci trasporta in un mondo magico e reale al contempo, per sanare ancora una volta, con amore ed umorismo, la mente, il cuore e il corpo di quel re frammentato che si agita senza meta in ogni uomo e ogni donna del nostro tempo.

La signora dei matrimoni è invitata d’onore alla vigilia delle nozze di due giovani di nobile stirpe della città di Bandiagara, nel Malì. Il suo mestiere è quello di narratrice e cantatrice di leggende ed epopee di molte genti africane. È qui ora per parlare alla coppia di fidanzati del significato profondo dell’unione di donna e uomo. Così Madame Aissata assolve il suo compito raccontando con straordinaria maestria delle storie stupefacenti che catturano l’attenzione di tutti gli astanti.

Nota di regia

L’idea drammaturgica di una “signora dei matrimoni” come figura femminile intesa a giocare un ruolo fondamentale in ciò che è tradizionalmente l’educazione sentimentale e sessuale dei futuri sposi, è maturata come naturale conseguenza dello studio di quel linguaggio diretto, di un umorismo straordinario, senza moralismi ma pieno di vero pudore, che gli antichi africani utilizzano per trattare il tema della sessualità.

Fiore Zulli

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Intervista

Recensioni

La parola, in quanto mezzo di comunicazione, rimane “distaccata” e interviene solo come funzione di risuonatore. Si tende alla riduzione dell’attore a semplice forma. Si gioca con il movimento del corpo e con il valore musicale delle parole. Questo lo abbiamo visto ne “La signora dei matrimoni” di Carla Robertson […]

[…] Carla Robertson, con la regia e drammaturgia di Fiore Zulli, sorprende per la sua proiezione scenica, la forza del gesto, l’uso misurato dello spazio ed il ritmo corporale, tutti elementi che configurano uno spettacolo brillante. Quel gesto esplode e contamina lo spettatore, lo avvolge nei suoi suoni portentosi fino a lasciarlo cadere, quasi senza pietà, poichè la dama narratrice ha consumato impatto verbale. […] Quando osservavamo più a lungo gli spettatori – tra i quali c’erano bambini con i genitori, donne sole o accompagnate – diventavamo più coscienti dei tanti dettagli che davano prova che c’era una magia, un incanto come sostanza vitale ed unica. Furono, per dirlo con precauzione, piccoli frammenti di sostanza vivente… sospesi nel bel mezzo di un mondo esteriore carico delle più poderose energie. […]

[…] Il Teatro Simurgh dall’Ecuador, è arrivato lunedì 12 con Madame Aissata, uno spettacolo di Fiore Zulli con Carla Robertson in scena. Madame Aissata è una narratrice di leggende e miti appartenente alla tradizione dei Griot e dei Dialli, “la signora dei matrimoni”, come la chiamano, ha il compito di trasmettere i valori morali e le grandi gesta della sua tradizione. È invitata alle nozze di due giovani e per mezzo del canto, di racconti e con delicate pennellate di umore, Mme. Aissata si addentra nel sesso e nell’amore coniugale.  [Leggi tutto]

Lei è “la Signora dei matrimoni”, così la chiamano per il suo mestiere di raccontare storie di vita, di uomini e donne. Il suo nome è Madame Aissata. Lo ha fatto sapere a coloro che si sono riuniti presso il Centro Culturale Sarao per l’inaugurazione del 6º ENTEPOLA (Encuentro de Teatro Popular Latinoamericano). […] Con la drammaturgia di Fiore Zulli, questa attrice di origine boliviana/statunitense, si è mossa nell’universo dei racconti africani. […] In questo monologo la madame usciva continuamente dal suo corpo per fornire la sua fisicità e la sua voce a quegli altri esseri che prendevano forma man mano che Aissata parlava… e cantava. Perché il suo canto è stata la cornice ideale per una messinscena in cui anche la musica è stata tutta fatta dall’attrice. Erano lei e la scena. […] Nella recitazione della Robertson ogni frase acquisiva un carattere cerimoniale che diventava ancor più solenne quando la sua voce intonava melodie tradizionali africane. Il dettaglio delle sue mani che si muovevano come guidate dalle sue canzoni ha permeato di grande finezza un’oralità in cui si distinguevano la forza e la capacità di dare ad ogni personaggio il suo tempo e il suo spazio.

[…] Carla Robertson è Sherazade in un altro ruolo. É la dama che racconta storie d’amore. É la presenza assoluta della saggezza ancestrale raccontata a viva voce su di una scena che è solo lei; che è la sua voce; che è il suo canto; che è la magica tenerezza di trovarci a tu per tu con un lavoro d’attore pulcro, privo di qualsiasi ridondanza, pieno di spettacolari sfumature che trasportano la tradizione africana fino ai giorni nostri […] Carla Robertson sviluppa questo ruolo con una destrezza assoluta. Il dominio della scena è totale, e il monologo comincia poco a poco a convertirsi in dialogo. La forza narrativa non si centra solo nelle storie, quanto fondamentalmente nel fatto di saperle raccontare, con le parole, con i movimenti, con le tonalità della voce, con i silenzi…. Per raggiungere tutto ciò, a Carla basta solo la sua presenza, poichè l’unica cosa che esiste come ricorso scenografico è la sua imponente esistenza in scena. Senz’ombra di dubbio “Madame Aissata” è una delle proposte più interessanti a cui ci è toccato assistere, e sarà rappresentata di nuovo questo lunedi nell’aula magna della “Facultad de Humanidades de la Universidad Mayor de San Simón”, alle ore 19:00  [Fonte]

[…] Madame Aissata è la donna che ipnotizza con la sua voce, riesce – per mezzo di un’introduzione fatta di poetiche lodi alla saggezza e alla tradizione – ad introdurci nella vigilia di un matrimonio, a divertirci con la sua elegante giocosità e farci accomodare nell’immaginario di una notte in impensabili terre. Di certo uno dei meriti evidenti di Carla Robertson è il dominio della sua voce, non solo quando canta ma anche quando racconta, come nella signora dei matrimoni, dove il movimento fisico è piuttosto limitato ed è l’argomento, esteso e complesso, ciò che mantiene attento lo spettatore. Carla è narratrice innata, è attrice che assume i suoi personaggi e cattura per “come lo dice”, poichè si impossessa di lingue strane che fluiscono come se le appartenessero. Credo che grazie alla sua credibilità scenica, alla sua capacità di incantare, è stato possibile ascoltare queste storie così inusuali per noi.  [Leggi tutto]

[…] Questo spettacolo, scritto e diretto da Fiore Zulli, trasferisce lo spettatore alla terra del Malì per mezzo di due storie principali, dalle quali si snodano situazioni e relazioni che catturano costantemente l’attenzione del pubblico. In questa messinscena, il Teatro Simurgh da un nuovo valore al significato della sessualità, al matrimonio e l’amore. […] Già in scena, Robertson si avvale delle sfumature della sua voce, dei gesti del corpo e del volto per interpretare più di 15 personaggi di diverse età, sesso, personalità ed astuzie. […] L’assenza di scenografia non rappresenta un ostacolo per connetterci con ogni racconto, che apporta erotismo e giocosità.  [Leggi tutto]

  • Produzione:
  • Teatro Símurgh
  • Interprete:
  • Carla Robertson
  • Fonti del testo:
  • Racconti delle culture Nupe e Cabili
  • Drammaturgia:
  • Fiore Zulli
  • Musica:
  • Canti tradizionali africani arrangiati da Carla Robertson
  • Costumi:
  • Verena Spori
  • Regia:
  • Fiore Zulli