Madri dei villaggi perduti

Descrizione dello spettacolo

È uno spruzzo di canto, poesia e racconto tesi a causare nella spettatrice e nello spettatore una riflessione imparziale sul tema trattato

 

Sinossi

Una narratrice della tradizione africana si presenta davanti al pubblico per rendere omaggio alla memoria delle antiche madri, rappresentazione mitica della forza imperitura delle donne di ogni popolo.

Ricorda il cammino di sofferenza delle donne del nostro tempo, vittime di un mondo governato da una mascolinità senza più anima, senza cioè quella parte femminile dove risiede il sentimento, unica fonte di compassione e strumento di pace.

Evoca la vita nei villaggi perduti, quando le antiche madri si occupavano dell’educazione dei giovani attraverso i racconti scelti per edificare le coscienze sui valori essenziali dell’esistenza.

Incita infine il cuore di ogni donna a non perdere la consapevolezza della propria potenza spirituale, forza invincibile che un giorno ricondurrà quell’uomo frammentato, oggi fautore di miseria e distruzione, alla coscienza di se stesso come parte inseparabile della materia che accomuna tutto il creato, dove l’unione armonica di donna e uomo è gioia nella bellezza, causa e destino dell’universo.

Nota di regia

Trattare in un corto teatrale di venticinque minuti un argomento vastissimo in quanto a materiali e possibilità drammaturgiche è senz’altro una sfida. L’atto di accettarla viene dalla certezza che un contenuto, per quanto complesso e variegato, può essere trasmesso in pochi minuti di teatro a patto che il lavoro sia basato su una rigorosa ricerca della qualità nella presenza degli attori in scena e sul grado di reale comprensione raggiunto dagli artisti nel lavoro di scrittura e interpretazione.

“Madri dei villaggi perduti” è arte della narrazione a teatro, è uno spruzzo di canto, poesia e racconto tesi a causare nella spettatrice e nello spettatore una riflessione imparziale sul tema trattato.

Interpretazione

Carla Robertson

Costumi

Carla Robertson

Musica

Canti tradizionali africani arrangiati e cantati in scena de Carla Robertson

Testi

Tradizione orale del popolo Amhara dell'Etiopia – Léopold Senghor – Fiore Zulli

Drammaturgia

Fiore Zulli

Regia

Fiore Zulli

Produzione

Teatro Simurgh