Università, scuole di teatro, centri culturali.

In cerca dell’Attore Antico per un Teatro Moderno” Un progetto internazionale di studio e ricerca teatrale di teatro simurgh

Un progetto interculturale di studio e ricerca teatrale

Destinatari: Studenti universitari, attori e artisti di diverse discipline.
Opportuna e auspicabile è la presenza di partecipanti stranieri immigrati in Italia.

Dopo tanti anni di esperienze in America Latina (dal 1995 al 2013), nei luoghi più diversi e spesso improbabili, dove il teatro normalmente non è contemplato e a volte è totalmente sconosciuto – dai villaggi Quechua degli altipiani andini, dai Guaranì del Gran Chaco e i Chiquitanos del bosco secco tropicale della Bolivia, o dai Siona e i Cofàn delle impenetrabili foreste amazzoniche dell’Ecuador, fino alle scuole rurali e urbane, ai sobborghi, ospedali, università, ai centri storici, festival internazionali e teatri ufficiali delle capitali sudamericane – sento la necessità e il desiderio di tornare a condividere in Italia le mie conoscenze acquisite sulla pratica, la filosofia e la tecnica del lavoro teatrale.
L’impulso della mia ricerca è stato fin dal principio l’incessante inquietudine di non cadere, come attore, in una “maniera di recitare”. Per questo, spostando il centro di osservazione dal teatro come tale, alla vita come fonte unica e inesauribile di tutti i principi che soggiacciono all’arte scenica, ho preso una strada che mi ha portato a cercare e incontrare allievi e collaboratori di tante culture. L’attore antico, nella mia visione, è colui che possiede una relazione cosciente con il proprio corpo. Con la presenza che gli viene da tale padronanza, diventa capace di arrivare agli spettatori attraverso azioni fisiche viventi in ogni suo movimento, parola, e perfino in ogni suo pensiero sulla scena. Un simile attore sa quello che dice e quello che fa, nel senso che ne conosce profondamente il significato, ma si apre con ogni parte di se a un ascolto incessante per riscoprire a ogni replica ciò che la sua mente ha già assimilato alla perfezione. Questo attore sente il ritmo, ogni volta diverso, del pubblico che ha di fronte, lo prende per mano e lo guida delicatamente al viaggio che lo spettacolo propone ed evoca all’immaginazione. Non si rivolge mai direttamente alla mente dello spettatore, ma utilizza sapientemente ogni vibrazione del corpo, cui lo spettatore risponde in modo organico. Così egli comunica prima e aldilà della parola “detta”, per questo può catturare l’attenzione di qualsiasi pubblico ben disposto. L’attore antico non sa solo recitare, ma sa cantare, danzare e suonare almeno uno strumento musicale. E’ aperto a tutte le influenze, cerca e si nutre delle più diverse tradizioni ed estende il suo studio a molteplici campi del sapere. L’attore antico è colui che incarna la Tradizione nel suo vero significato etimologico (dal latino tradere: trasmettere) che esprime l’azione di trasmissione di una conoscenza primordiale viva, e si oppone, di fatto, all’idea di “tradizione” come dipendenza cieca e ripetizione meccanica di forme e strutture del passato. In altre parole, sono convinto che nel teatro moderno ci sia bisogno più che mai di un attore capace di incarnare la vita hic et nunc come unico vero senso di Tradizione.

Fiore Zulli

Workshop in ambito universitario, di scuole di teatro o di centri culturali.

Far incontrare i partecipanti su un terreno tutto da esplorare dove, guidati dalla necessità comune di cercare la radice della propria presenza, si possa creare un ambiente di ricerca della vita in scena attraverso esercizi di diversa natura.

E’ proprio quella non-personalità che appartiene al mondo essenziale di ognuno, la fonte vera cui l’attore dovrà arrivare ad attingere per essere realmente creativo sulla scena. A questa forza nascosta è connessa, anche se ciò sembrerebbe paradossale, la vera identità culturale dell’attore, sia egli un italiano, un colombiano, senegalese, indiano o giapponese.

Negli esercizi saranno presenti anche elementi di danze orientali, africane e della Commedia dell’Arte come strumenti di comprensione della codificazione del gesto evocativo, nonché di canti tradizionali di diverse culture di Asia, Africa e America come strumenti di comprensione dell’origine del suono nel corpo.

Lavorando alla messinscena di "El Príncipe" – Ecuador 2012
Lavorando alla messinscena di "El Príncipe" – Ecuador 2012
Spazio scenico in un villaggio Cofan in riva al grande fiume Aguarico – Ecuador 2010
Spazio scenico in un villaggio Cofan in riva al grande fiume Aguarico – Ecuador 2010

Por tierras sin teatro, conferenza/incontro di Fiore Zulli e Carla Robertson

«Por tierras sin teatro è un racconto di esperienze di viaggi e ricerca teatrale sulla tecnica e la filosofia del lavoro dell’attore, che insieme a Carla Robertson, membro fisso di tutte le troupe delle diverse spedizioni, ho realizzato in Sudamerica tra il 1997 e il 2010.

Un percorso maturato dalla profonda influenza che i viaggi raccontati da Peter Brook nel libro del 1987 “The Shifting Point” ebbero su di me agli inizi di carriera, e che prima di approdare in Sudamerica mi spinsero a realizzare lunghi e solitari viaggi di ricerca nel subcontinente indiano e nel sud est asiatico. Carla Robertson, attrice, danzatrice e cantante di origine boliviana/statunitense, cofondatrice del Teatro del Ogro in Bolivia e poi del Teatro Simurgh in Ecuador, incarna il risultato del lavoro di formazione dell’attore da me svolto negli anni di permanenza in sudamerica. Molti attori sono passati nei nostri gruppi, ma è lei quella che è stata in tutte le produzioni e che mi affianca ogni volta che dobbiamo mostrare con il lavoro pratico ciò che intendiamo per Attore Antico.

Por tierras sin teatro ha lo scopo di condividere riflessioni e scoperte fatte sulla relazione tra attore e spettatore portando per tanto tempo il teatro in luoghi dove il teatro come mezzo di spettacolo non arriva, e non è nemmeno contemplato culturalmente.»

Fiore Zulli

La conferenza sarà accompagnata dalla proiezione di video e fotografie.

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fiore zulli carla robertson - teatro del ogro bolivia 1996-2003
Carla Robertson in un villaggio d’indigeni Chiquitanos – Bolivia 2000
Esercizi vocali con i ragazzi della scuola di un villaggio degli indigeni Chiquitanos – Bolivia 2000
Esercizi vocali con i ragazzi della scuola di un villaggio degli indigeni Chiquitanos – Bolivia 2000