Teatro.

Laboratorio per professionisti

La musica interiore del corpo in scena

La Musica interiore del corpo in scena è un laboratorio sulla conoscenza dell’Attore aperto a studenti di teatro, attori professionisti, registi, cantanti, musicisti, ballerini, pedagoghi del teatro ed è finalizzato ad aiutare i professionisti e studenti che vi partecipano a percorrere un cammino unico e personale nello studio e comprensione dell’Arte teatrale.

Questo laboratorio vuole essere un primo incontro del Teatro Simurgh con artisti di diverse discipline, giovani o meno giovani, italiani o immigrati che operano nel territorio, un primo percorso di crescita artistica e professionale che soddisfi necessità più profonde, anche di carattere spirituale, scaturite da inquietudini sempre più urgenti circa il senso della propria arte nell’Italia di oggi, aldilà delle logiche prestabilite del mercato teatrale e dei meccanismi delle politiche culturali. Un obiettivo che si propone questo incontro è inoltre quello di selezionare un cast interculturale di attori, danzatori e musicisti per la creazione di un primo spettacolo corale del Teatro Simurgh prodotto in Italia.

Il laboratorio quindi oltre ad essere un momento di rigoroso studio teatrale, sarà il contesto di un immediato esercizio professionale teso a dare vita ad un nucleo di nuovi artisti, potenziali integranti del Teatro Simurgh, con cui aprire uno spazio stabile (possibilmente in Abruzzo) di ricerca e creazione teatrale, per la realizzazione di una rete di attività artistiche e pedagogiche a favore del territorio per il suo carattere internazionale e per la sua apertura alla multiculturalità.

Se consideriamo, parafrasando Peter Brook, che «il teatro è un’arte che si propone far sì che l’invisibile si faccia visibile», non si può, nella sua pratica, ignorare una certa dose di mistero proprio di una scienza le cui leggi si manifestano sempre in una zona situata tra il fisico e il metafisico, e il cui confine, durante una rappresentazione che sia effettivamente basata sulle regole dell’Arte, è continuamente attraversato da entrambe le direzioni.

Fiore Zulli

Introduzione

Esiste una musica “non udibile” che anima il corpo umano. Tale musica interiore è data dal complesso di percezioni fisico-sensoriali, mentali ed emozionali le quali hanno un loro ritmo e un’armonia ben precisi che, se ascoltate, osservate e sentite consapevolmente, determinano la capacità di trasmettere in modo vivo, organico, un suono, un canto, una parola, un movimento portatori di contenuti.

L’Attore è colui che possiede una relazione cosciente con il proprio corpo. Con la presenza che gli viene da tale padronanza, diventa capace di arrivare agli spettatori attraverso azioni fisiche viventi, in ogni suo movimento, parola, e perfino in ogni suo pensiero sulla scena. Questo Attore sa quello che dice e quello che fa, nel senso che ne conosce profondamente il significato, e quindi si apre con ogni parte di sè a un ascolto incessante per riscoprire a ogni replica ciò che la sua mente ha già assimilato alla perfezione.

Questo Attore sente il ritmo, ogni volta diverso, del pubblico che ha di fronte, lo prende per mano e lo guida delicatamente al viaggio che lo spettacolo propone ed evoca all’immaginazione. Non si rivolge mai direttamente alla mente dello spettatore, ma utilizza sapientemente ogni vibrazione del corpo, cui lo spettatore risponde in modo naturale. Egli comunica prima e aldilà della parola “detta” e ottiene così la nostra attenzione.

Questo Attore non sa solo recitare, ma sa cantare, danzare e suonare. È aperto a tutte le influenze, cerca e si nutre delle più diverse tradizioni ed estende il suo studio a molteplici campi del sapere.

Il laboratorio

Lungi dall’offrire una tecnica o una idea pedagogica precostituita, il laboratorio propone un modo per aprirsi concretamente e nel momento presente a domande su principi universali ed immutabili che invitano ognuno a percorrere un cammino unico e personale nello studio e nella comprensione dell’Arte dell’Attore e del Teatro in generale ripercorrendone le origini ancestrali rituali e attulizzandole nel presente del nostro tempo e dell’esperienza biografica di ognuno.

Si tratta invero di far incontrare i partecipanti su un terreno tutto da esplorare dove, guidati dalla necessità comune di cercare la radice della propria presenza, si possa creare un ambiente di ricerca della Vita in scena attraverso esercizi di diversa natura.

Evitando con cura ogni tentazione ad andare verso risultati formali premeditati, si lavorerà per mettere i partecipanti in condizione di sentirsi liberi di arrischiarsi a rinunciare alla sicurezza di tutto quello che in loro è già conosciuto, per aprirsi a ciò che invece non lo è ancora.

Gli esercizi e le improvvisazioni sceniche che si realizzeranno si alimenteranno dello sforzo che tutti saranno chiamati a fare per superare i limiti della personale espressività ordinaria e cercare sempre più in profondità quella forza essenziale che vive nascosta dalle posture fisiche, mentali e culturali che formano la nostra personalità.

Piano generale degli esercizi

  • Esplorazione dello spazio vuoto come contenitore e metafora del corpo scenico.
  • Ascoltare con il corpo: la musica, i compagni, il pubblico.
  • Rapporto tra sforzo fisico e creazione, significato reale e pratico di ciò che si dice “lavoro fisico” dell’attore.
  • L’intenzione che soggiace all’azione fisica.
  • Studio empirico e personale del proprio apparato di fonazione verso una utilizzazione cosciente della voce per eseguire la partitura di azioni fisiche che animano il testo.
  • L’azione vocale e la musica del testo.
  • L’origine del canto come arte della narrazione.

Negli esercizi saranno presenti anche elementi di antiche danze e si farà ricorso all’uso di maschere tradizionali di Asia, Africa e Sudamerica come strumenti di comprensione della codificazione del gesto evocativo. Si farà poi riferimento pratico a canti e musiche di diverse culture del mondo.

A chi si dirige il laboratorio

Studenti di teatro, attori professionisti, registi, cantanti, musicisti, ballerini, pedagoghi del teatro.

Modalità

Per iscriversi, l’artista dovrà inviare una e-mail in cui esprime sinteticamente la motivazione che lo spinge a partecipare a questo laboratorio e allegarvi un eventuale curriculum di formazione e traiettoria professionale.

Nel momento in cui l’iscrizione venga confermata, il partecipante riceverà istruzioni su un testo e una canzone che dovrà studiare per il laboratorio.

 

Partecipanti

Min. 16 max 30

Durata

24 ore ripartite in 4 giorni lavorativi

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