In tourneé tra i Guaranì

[…] L’obbiettivo principale che ci proponemmo per dopo il debutto fu di portare la nostra scena tra i guaranì, della cui mitologia è composta l’ossatura di “El Cuento del Karai”. A ottobre del 1997, grazie ad un piccolo finanziamento della Fondazione Schwimmer di Cochabamba – Bolivia, e grazie al Teatro de Los Andes che ci prestò la sua benemerita Toyota Land Cruiser del ’70 che tirò indomita un rimorchio per duemila kilometri di strade sterrate e cammini impossibili, riuscimmo a partire per una “tournée” di venti giorni tra le comunità guaranì del Chaco boliviano, portando lo spettacolo e alcune improvvisazioni basate in esercizi e materiali preparati in vista del viaggio.

Finalmente potevamo verificare il grado di comunicazione del nostro lavoro di fronte a spettatori indigeni nel loro ambiente, dove pochi sono coloro che parlano spagnolo.

Il nostro spettacolo racconta la storia mitica di un popolo Tupi-Guaranì (i Guarasug’wé) dalla loro creazione fino alla loro estinzione. Il testo è in spagnolo con alcune parti in guaranì. Sapevamo che l’argomento dello spettacolo e i frammenti di testo in guaranì erano gli unici elementi che avremmo avuto in comune nella comunicazione con quegli spettatori attraverso la messinscena, la cui forza evocativa doveva essere affidata in gran parte alle immagini, alla qualità delle azioni e alla musicalità delle parole degli attori.

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